Osvaldo Licini

Osvaldo Licini (Monte Vidon Corrado, 1894 – 1958) è stato uno degli artisti più poetici e indipendenti del Novecento italiano.
Dopo la formazione all’Accademia di Belle Arti di Bologna, si trasferì a Parigi, dove entrò in contatto con le avanguardie europee.
Tornato nelle Marche, sviluppò una ricerca autonoma, lontana dai gruppi e dai movimenti ufficiali.
La sua pittura attraversa la figurazione, l’astrazione e il simbolo, dando vita a un universo visionario popolato da segni, lune, figure angeliche e scritture immaginarie.
Licini concepì l’arte come espressione interiore e poetica, rifiutando ogni funzione descrittiva.
Il colore e il segno diventano strumenti di libertà assoluta, capaci di evocare mondi mentali e cosmici.
Nel 1958 ricevette il Gran Premio per la Pittura alla Biennale di Venezia, consacrando una ricerca solitaria e radicale.
La sua opera rappresenta una delle esperienze più alte e liriche della modernità italiana, fondata su immaginazione, rigore e profonda spiritualità.

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