Franco Angeli
Franco Angeli (Roma, 1935–1988) è stato una delle figure più emblematiche della Scuola di Piazza del Popolo, protagonista di una pittura capace di coniugare immaginario politico, memoria storica e tensione poetica.
Autodidatta, si forma nell’ambiente romano del dopoguerra, entrando in dialogo con artisti e intellettuali che ridefiniscono il rapporto tra arte e società.
A partire dagli anni Sessanta sviluppa un linguaggio inconfondibile, fondato sull’uso di simboli del potere — aquile, svastiche, falci e martelli, dollari — spesso velati da garze, carte o trasparenze che ne attenuano la forza iconica, trasformandoli in immagini sospese e ambigue.
La sua pittura non è mai celebrativa, ma segnata da un senso di perdita e disincanto, dove la storia appare come traccia ferita più che come racconto lineare.
Accanto alla dimensione politica, Angeli coltiva una vena intimista e lirica, visibile nelle opere più rarefatte e monocrome.
Espone in Italia e all’estero, partecipando più volte alla Biennale di Venezia, e lascia un’eredità decisiva nella rilettura critica dei simboli del Novecento.