Giovanni Gaggia

Una serie di disegni realizzati a matita nel 2010 prende forma attorno a tracce ematiche, attraverso le quali l’artista indaga il sangue e la sua simbologia.
Se un cuore si apre, assume la forma di una farfalla: qualcosa dal suo interno vola verso l’esterno, metafora della caducità della vita.
Nello stesso periodo l’artista vede per la prima volta il Museo per la Memoria di Ustica con l’installazione di Boltanski.
Successivamente aggiungerà — o sostituirà — ai lepidotteri alcuni oggetti ritrovati nel mare di Ustica e che Boltanski ha racchiuso in nove scatole nere di pelle, collocate di fronte al relitto dell’aereo.

Richiesta informazioni

Altre opere di questa collezione