Mario Bionda
Mario Bionda (Torino, 1913 – Penango, 1985).
Dal 1927 al 1933 frequenta da privatista lo studio di Felice Casorati, partecipando giovanissimo alla Biennale di Venezia del 1930 e alla Quadriennale di Roma del 1935.
Dopo la guerra, abbandonata una breve attività imprenditoriale, si dedica esclusivamente alla pittura, condividendo lo studio milanese con Alfredo Chighine (1950-57).
Nel 1956 firma con Ralph Rumney e Costantino Guenzi il Manifesto Antiestetico.
La sua ricerca informale si caratterizza per un rigore compositivo che non abdica alla lezione casoratiana: superfici erose, graffiate, dominate da grigi e bianchi "sporchi", impasti materici di sabbia, caolino e argilla.
Espone alla Biennale di Venezia del 1958 e alla Quadriennale di Roma (1955, 1959, 1965).
Collabora con la Galleria Il Milione di Milano, presentato da critici come Franco Russoli e Marco Valsecchi.
Negli anni Sessanta, a Sesto San Giovanni, frequenta Bonalumi, Castellani, Vermi.
Le sue opere sono conservate al Museo del Novecento di Milano e al Museo MAGA di Gallarate.