Lucio Fontana

Lucio Fontana (Rosario di Santa Fe, 1899 – Comabbio, 1968) fu scultore e artista tra i più innovativi del secondo dopoguerra.
Figlio dello scultore Luigi Fontana, si formò tra Argentina e Milano: dopo il rientro in Italia (1905) iniziò l’apprendistato nello studio paterno, studiò al “Cattaneo” e alla Scuola d’arte applicata del Castello Sforzesco; volontario nella prima guerra mondiale, fu ferito sul Carso.
Iscrittosi a Brera (1920), tornò poi in Argentina, dove decise la carriera di scultore e ottenne i primi successi.
Rientrato a Milano (1928), frequentò Brera con Adolfo Wildt ed espose al Milione e alla Biennale.
Dopo un periodo in Argentina (1940-47) fondò l’Accademia di Altamira e contribuì al Manifesto Blanco (1946).
Tornato in Italia, avviò lo Spazialismo e, con “buchi” e “tagli”, aprì la superficie dell’opera a una dimensione nuova, estesa alla luce e all’ ambiente.

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