Mario Radice
Mario Radice (Como, 1898 – 1987) è stato uno dei pionieri dell’astrattismo italiano e una figura centrale dell’esperienza razionalista tra le due guerre.
Autodidatta, maturò una ricerca radicale a partire dagli anni Trenta, in dialogo con l’architettura moderna e con gli ambienti culturali comaschi legati a Giuseppe Terragni.
La sua pittura abbandona ogni riferimento figurativo per concentrarsi su rapporti di forma, colore e spazio, concepiti come strutture autonome e armoniche.
Radice intese l’astrazione come linguaggio universale, capace di esprimere un ordine razionale e spirituale insieme.
Parallelamente all’attività pittorica, collaborò a importanti progetti di integrazione tra arte e architettura, realizzando affreschi e interventi murali.
Dopo una lunga fase di isolamento nel dopoguerra, la sua opera è stata progressivamente riscoperta come fondamentale per la storia dell’arte astratta italiana.
La sua ricerca, rigorosa e coerente, rappresenta un punto di riferimento essenziale nella definizione di una modernità non figurativa in Italia.