Massimo Campigli
Massimo Campigli, pseudonimo di Max Ihlenfeldt (Berlino, 1895 – Saint-Tropez, 1971), è stato uno dei protagonisti più riconoscibili della pittura italiana del Novecento.
Dopo un’infanzia segnata da spostamenti tra Germania e Italia, si affermò negli anni Venti come figura centrale del “ritorno all’ordine”.
La sua pittura è caratterizzata da figure femminili arcaiche e stilizzate, ispirate all’arte etrusca, all’antico e alle civiltà mediterranee.
Campigli costruì un linguaggio personale fatto di volumi semplificati, superfici compatte e una gamma cromatica sobria, sospesa tra pittura murale e immagine simbolica.
Le sue donne, immobili e rituali, evocano un tempo senza storia, carico di memoria e mistero.
Attivo anche come critico e giornalista, partecipò ai principali dibattiti culturali del suo tempo.
La sua opera rappresenta una sintesi originale tra modernità e arcaicità, collocandosi come una delle voci più autonome e poetiche del Novecento italiano.