Paolo Scheggi
Paolo Scheggi (Settignano, Firenze, 1940 – Roma, 1971) è stato uno dei protagonisti più radicali e innovativi dell’arte italiana del secondo Novecento.
Formatosi tra Firenze e Roma, sviluppò una ricerca concettuale rigorosa, volta al superamento della pittura tradizionale.
A partire dalla metà degli anni Sessanta realizzò le celebri Intersuperfici, opere monocrome costituite da più tele sovrapposte e forate, concepite come spazi da attraversare con lo sguardo.
In esse il quadro diventa un organismo tridimensionale, luogo di percezione e relazione, più che superficie rappresentativa.
Scheggi fu vicino alle ricerche internazionali dell’arte programmata e analitica, partecipando a importanti rassegne e dialogando con il clima sperimentale europeo.
La sua riflessione, lucida e teoricamente consapevole, indaga il rapporto tra spazio, tempo e visione.
Nonostante la morte precoce, la sua opera ha lasciato un segno profondo nella ridefinizione del concetto di pittura, affermandosi come una delle voci più avanzate dell’arte contemporanea italiana.